Il
Rinascimento
Ritrovata la libertà cittadina nel 1369, gli ultimi decenni del XIV secolo furono caratterizzati da un nuovo rapporto di non belligeranza tra Lucca e Pisa, stremate dalle proprie vicissitudini e ormai troppo deboli per contrastare l'incombente Firenze, divenuta forza egemone in Toscana.
Sul fronte interno si delineò la rivalità tra le famiglie Forteguerra e Guinigi per il predominio sulla città che sfociò nel 1392 in un vero e proprio scontro armato tra le due fazioni.
Da questa faida uscì vincitore Lazzaro Guinigi ma il suo assassinio nel 1400 porterà al potere il fratello Paolo.
La signoria del Guinigi
La trentennale signoria di Paolo Guinigi si distinse per l'accorta politica finanziaria e per lo sviluppo delle arti. Riprese vigore la vita economica della città e dal punto di vista artistico venne costruita Villa Guinigi e Jacopo Della Quercia realizzò il monumento funebre a Ilaria del Carretto, la seconda delle quattro mogli di Paolo.
Quello che portò alla fine del Guinigi fu la sua politica estera, pubblicamente anti-fiorentina e vicina ai Visconti ma nella realtà caratterizzata da trame e comportamenti ambigui.
Durante la guerra tra Milano e Firenze, Lucca era stata alleata con il Visconti e per questo nel 1429 i fiorentini guidati da Niccolò Fortebraccio invasero il territorio lucchese arrivando a porre sotto assedio la città.
Non potendo intervenire direttamente per i precedenti accordi di Ferrara, Filippo Maria inviò in aiuto dei lucchesi Francesco Sforza che al momento risultava congedato.
Dopo aver sconfitti i fiorentini, il condottiero milanese nell'agosto del 1430 assecondò una congiura interna contro il Guinigi.
Deposto e arrestato, il vecchio signore di Lucca venne condotto dallo Sforza in carcere a Pavia dove morì nel 1432.
Sulle ceneri della signoria del Guinigi nacque la Repubblica di Lucca che per secoli difese tenacemente la sua libertà dalle mire espansionistiche fiorentine.
La Riforma protestante
Per buona parte del XVI secolo il governo della Repubblica lucchese si trovò a dover contrastare le idee riformatrici che si erano diffuse in città per via dei mercanti e dei loro ramificati legami col resto d'Europa.
Il primo provvedimento del governo venne emanato nel 1525 con la messa al bando di tutti i testi luterani.
Negli anni successivi ulteriori disposizioni sempre più repressive costrinsero importanti famiglie lucchesi che avevano abbracciato la Riforma a lasciare la città. La graduale emigrazione di facoltosi cittadini sarà uno dei fattori che determineranno il futuro impoverimento economico della Repubblica.
La politica di repressione attuata dallo Stato lucchese, nelle prime fasi sostanzialmente tollerante verso i protestanti, non fu dovuta a una particolare ortodossia verso il Cattolicesimo bensì si rese necessaria per evitare che l'inquisizione romana intervenisse sulle questioni interne alla città.
Il Cinquecento
L’Italia del XVI secolo fu caratterizzata da una serie di conflitti che videro coinvolte la Francia, il Sacro Romano Impero, la Spagna, l’Inghilterra e vari stati italiani.
Uno dei protagonisti delle “Guerre d’Italia” fu Carlo V d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, re di Spagna, arciduca d’Austria e re d’Italia. Un personaggio sul cui impero “non tramontava mai il sole” e che ha lasciato un segno evidente del suo passaggio nella storia europea.
Nel maggio del 1536 l’imperatore, durante un suo viaggio in Italia, soggiornò per alcuni giorni a Lucca. Rimasto impressionato dalla bellezza della città ripartì spendendo significative parole di elogio e dando il suo benestare alla futura costruzione delle nuove mura.
Carlo V tornò a Lucca nel settembre del 1541 per incontrare il papa Paolo III e pianificare la spedizione di Algeri contro i pirati.
In ricordo delle celebrazioni per la venuta in città dell’imperatore furono realizzati dalla famiglia Diodati le particolari decorazioni dei portali d’ingresso dell’attuale palazzo Orsetti, la sede istituzionale del sindaco di Lucca.
La costruzione delle mura cinquecentesche
Con l'affermarsi della polvere da sparo all'inizio del XVI secolo le mura medievali di Lucca non erano più in grado di proteggere la città. Vennero allora costruiti lungo la cinta dei grandi torrioni in grado di ospitare i pezzi di artiglieria.
La fragilità delle cortine a resistere all'urto delle cannonate però persisteva e quindi il governo cittadino, nel 1514, decise di costruire la nuova cinta muraria che oggi è possibile ammirare.
I lavori iniziarono nel 1544 e si conclusero solo nel 1650.
Per oltre un secolo la costruzione delle nuove mura ha caratterizzato la vita della città.
La cerchia muraria cinquecentesca rispondeva alle esigenze militari del tempo, che prevedevano ampie cortine con terrapieni intervallate da imponenti baluardi posti a difenderle.
Nel progetto originario le porte previste erano tre, quella di San Pietro, di Santa Maria e di San Donato.
Progetto che vista la lunghezza dei lavori si adeguerà via via ai nuovi studi sopraggiunti. Si può per questo notare anche un'evoluzione nella realizzazione dei baluardi. Dalla più piccola e rettangolare piattaforma San Frediano si passerà al più grande e a forma di orecchione baluardo Santa Maria, per poi finire alla forma stondata che caratterizza tutti gli altri.
Le monumentali mura di Lucca non subiranno mai un assedio ma vista la loro maestosità saranno un deterrente per le varie minacce esterne.
